Testata La Stampa
Titolo Camere di commercio, via libera ai tagli
A due anni dal varo della Riforma Madia, dopo tanti travagli e non poche polemiche su è giù per l' Italia, da Verbania alla Sicilia, arriva in porto la riforma delle Camere di Commercio. Il cui numero scende dalle attuali 95 (ma all' inizio erano 105) a 60, mentre le aziende speciali passano da 96 a 58, con un risparmio complessivo che a regime arriverà a 50 milioni di euro l' anno. In particolare, per effetto dell' accorpamento delle sedi, che sarà «agevolato» da specifici commissari ad acta, si conta di liberare 400mila metri quadrati di immobili, e di ridurre la dotazione di personale dalle attuali 8.800 unità a 6.700 (nel 2019). Per effetto dell' autoriforma, studiata autonomamente dal sistema camerale e recepita nel decreto di riordino firmato ieri dal ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, cambia completamente la geografia delle sedi. La regione che ne conserva di più, in virtù della forza dei suoi numeri, è la Lombardia che si limita ad accorpare Monza a Milano, Como con Lecco e Cremona con Mantova e Pavia, conservando così sette enti. In Piemonte si uniscono Alessandria ed Asti, e poi Biella con Vercelli, Novara ed il Vco. In Liguria la fusione interessa Imperia, La Spezia e Savona, in Emilia Romagna, Parma va con Piacenza e Reggio Emilia e poi si aggrega tutta la Romagna, in Veneto due aggregazioni (Treviso-Belluno e Venezia con Rovigo e il delta lagunare), 2 in Friuli (Trieste-Gorizia, e Pordenone-Udine) e 2 in Abruzzo (Chieti-Pescara e L' Aquila e Teramo), una sola camera regionale invece Umbria, Marche e Basilicata. In Toscana nasce la Camera della Maremma e del Tirreno (Livorno-Grosseto) e poi si aggregano Lucca, Massa Carrara e Pisa, Arezzo con Siena e Pistoia con Prato. Nel Lazio seguono la stessa strada Frosinone e Latina e Rieti con Viterbo. Al Sud le nozze invece interessano Avellino e Benevento, Brindisi e Taranto, e poi Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, e nelle isole Cagliari e Oristano, e ancora Palermo ed Enna, Agrigento-Caltanissetta-Trapani e Catania, Ragusa e Siracusa. Il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, parla di «passaggio storico che consente di dare alla luce un nuovo sistema camerale in grado di supportare il processo di ammodernamento in corso nel nostro tessuto produttivo». Per Calenda «il decreto razionalizza e rende più efficiente l' intero settore e con la riforma avremo maggiori servizi alle imprese e una rimodulazione dell' offerta anche in relazione alle opportunità del piano Industria 4.0». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.