Testata Italia Oggi
Titolo Welfare aziendale nella sanità
Welfare aziendale per i dipendenti della sanità. I 543 mila lavoratori del comparto, in attesa del nuovo Contratto collettivo, potranno usufruire di un istituto che è già realtà nel settore privato e che per la prima volta verrà esteso alla pubblica amministrazione in ragione dei «benefici sul clima lavorativo e sui risultati complessivi» che esso può produrre. È ancora prematuro ipotizzare quali saranno gli interventi di welfare che ospedali, istituti di ricerca e aziende sanitarie erogheranno beneficiando dei vantaggi della defiscalizzazione. Gli interventi avranno infatti un costo variabile in relazione alla tipologia e alla platea di destinatari e la copertura dei costi sarà a carico dei fondi stanziati per la contrattazione nazionale e integrativa. È una delle innovazioni contenute nell' atto di indirizzo per il rinnovo del contratto 2016-2018 che il presidente del comitato di settore regioni-sanità, Massimo Garavaglia (assessore al bilancio della Lombardia) ha inviato ieri all' Aran. A sbloccare la trattativa la lettera con cui il ministro della pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha informato i governatori del via libera da parte del ministero dell' economia. «L' esecutivo non ha mosso nessuna osservazione sostanziale all' atto di indirizzo, il che lascia sperare che già a settembre si possa partire con la fase operativa del rinnovo contrattuale», ha auspicato Garavaglia. «Sono soddisfatto per il lavoro compiuto che ha dovuto tener conto di uno scenario profondamente modificato rispetto a quello che ha prodotto il Contratto collettivo nazionale 2008-2009, ha proseguito Garavaglia. «Il prossimo rinnovo contrattuale giunge dopo due trienni di blocco della contrattazione e si innesta in un sistema di lavoro pubblico trasformato sia dal punto di vita qualitativo che quantitativo». Tra le altre novità contenute nell' atto di indirizzo si segnala l' impegno a valorizzare nel futuro contratto strumenti di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. La disciplina del nuovo Ccnl dovrà quindi essere armonizzata con le norme in materia di congedi di maternità, paternità e parentali e anche la flessibilità oraria non sarà più un tabù perché si prevede espressamente la possibilità di conciliare «le esigenze delle persone, le esigenze organizzative e i bisogni dell' utenza». In arrivo anche incentivi alla previdenza complementare. L' obiettivo è far finalmente decollare il fondo Perseo (il fondo di previdenza complementare dei lavoratori della p.a. e della sanità) anche attraverso l' introduzione, si legge nell' atto di indirizzo, «dell' istituto del silenzio assenso». Infine, il nuovo Ccnl dovrà individuare limiti all' utilizzo dell' istituto del contratto di somministrazione a tempo determinato. Professionista specialista. Altra grande novità del prossimo contratto della sanità riguarda il via libera al riconoscimento delle competenze avanzate e specialistiche delle professioni infermieristiche, di ostetricia, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Viene infatti istituita una figura ad hoc, quella del «professionista specialista» che sarà attribuita al professionista laureato in professioni sanitarie in possesso di master di primo livello. La posizione di «professionista esperto» sarà invece attribuita al professionista che ha acquisito competenze avanzate tramite percorsi formativi complementari regionali.