Testata Corriere del Veneto (ed. Vicenza)
Titolo Pfas e controlli sui pozzi: la Regione assicuri i rimborsi
VICENZA «Va fatta chiarezza sui rimborsi per gli agricoltori che sostengono le spese dei controlli straordinari sull' acqua». Sulla vicenda dell' inquinamento da Pfas (sostanze perfluoroalchimiche) prende posizione la consigliera di opposizione in Regione Cristina Guarda (Alessandra Moretti presidente). Dopo il caso dell' ex dipendente della Miteni di Trissino, che ha denunciato l' azienda per lesioni colpose dopo una serie di problemi di salute e interventi, la consigliera ha presentato un' interrogazione che sposta l' attenzione sul fronte degli agricoltori e dei controlli sulle acque utilizzate per scongiurare inquinamenti della filiera alimentare. «Voglio sapere - dichiara Guarda - come la Giunta intende garantire i rimborsi e come incentivare i controlli volontari». «In meno di un anno - sostiene la consigliera - si è passati da un regime obbligatorio per le auto analisi dei pozzi privati, con oneri a carico dei proprietari, ad uno facoltativo e vincolato ad una procedura codificata in capo all' Arpav (Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale, ndr ). Ad essere stati penalizzati sono gli agricoltori, obbligati a pagare di tasca propria le spese per effettuare le analisi e sul cui rimborso la Giunta regionale non sta dando risposta». Secondo l' esponente di minoranza, infatti, ci sarebbe una discrepanza fra le indicazioni del settore «Promozione e sviluppo igiene e sanità pubblica» risalenti al 2016 e quelle dell' assessorato all' Agricoltura emanate nel 2017: «Le indicazioni dei prelievi sono mutate e va fatta chiarezza» è la tesi di Guarda. Che aggiunge: «Vorrei sapere quanti agricoltori hanno aderito al prelevamento volontario delle acque previsto dalla delibera regionale e come l' amministrazione intende incentivare i prelevamenti volontari. Tutto questo in vista dei risultati dell' indagine effettuata dall' Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare, ndr ) sull' inquinamento della catena alimentare, in modo tale da poter intervenire nelle situazioni di maggiore emergenza».