Testata Italia Oggi
Titolo Commercialisti in pressing per rinviare il consolidato
Cresce il pressing per ottenere una proroga del termine di approvazione del bilancio consolidato in scadenza a fine settembre. Il rinvio al 31 luglio della contabilità economico-patrimoniale (disposto dal dl 50/2017), unito alla difficoltà di un adempimento del tutto nuovo per la stragrande maggioranza degli enti locali, sono motivazioni forti, che difficilmente potranno essere ignorate da governo e parlamento. La questione è stata affrontata martedì scorso durante un convegno organizzato dalla Città metropolitana di Torino in collaborazione con Anci Piemonte e con il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. E proprio dal Cndcec, attraverso il vicepresidente Davide Di Russo, è arrivata la richiesta di un extra time. «In genere, siamo contrari alle proroghe», ha sottolineato Di Russo, «ma stavolta ci pare inevitabile e anche opportuno concedere qualche mese in più di tempo alle amministrazioni». In effetti, il differimento dal 30 aprile al 31 luglio della dead-line per licenziare il conto economico e lo stato patrimoniale costringerebbe i ragionieri a lavorare sul consolidato in pieno periodo feriale, se si vorrà rispettare la scadenza del 30 settembre per l' approvazione in consiglio. Considerando i tempi tecnici per il deposito della proposta e per l' acquisizione del parere dei revisori, tutto dovrebbe essere pronto al più tardi entro la terza settimana di agosto. Fantascienza, anche perché i più brancolano letteralmente nel buio, non avendo esperienza in materia di consolidamento. Del resto, in mancanza dei dati economico-patrimoniali opportunamente riclassificati è impossibile procedere all' operazioni di pre-consolidamento (uniformazione formale e sostanziale dei bilanci, eliminazione delle partite infragruppo ecc.) e di consolidamento vero e proprio. Le condizioni per concedere il rinvio sembrano, quindi, esservi tutte, anche se i tecnici del Mef presenti al convengo sono rimasti assolutamente abbottonati al riguardo. Gli unici relativamente tranquilli sono gli enti fino a 5 mila abitanti per i quali il primo appuntamento con il consolidato è già stato rinviato al 2018. Ma anche loro dovrebbero procedere quanto prima a definire il perimetro di consolidamento, anche se potranno farlo solo quando avranno a disposizione i parametri aggiornati (attivo e patrimonio netto) necessari a stabilire chi sta dentro e chi fuori.