Testata L'Osservatore Romano
Titolo La «Laudato si'» e le grandi città
di Lluís Martínez Sistach Acqua potabile, qualità dell' aria, smaltimento dei rifiuti: questi i principali temi al centro del congresso «Laudato si' e grandi città», che si tiene a Rio de Janeiro dal 13 al 15 luglio. Dopo l' incontro internazionale sulla pastorale delle grandi città tenutosi a Barcellona e a Roma nel 2014, ho infatti compreso più a fondo la problematica delle metropoli e in questa prospettiva ho istituito a Barcellona una fondazione denominata «Antoni Gaudí para las Grandes Ciudades», che presiedo, con il compito specifico di contribuire a umanizzare la vita dei cittadini dei grandi centri urbani. È proprio tale fondazione che, in collaborazione con l' arcidiocesi di Rio de Janeiro, ha organizzato questo congresso internazionale che intende mettere in relazione l' enciclica di Papa Francesco sulla cura del creato con gli aspetti ambientali, sociali, etici e di gestione associati alle grandi città. Tra questi, appunto, l' accesso all' acqua potabile, la qualità dell' aria e l' inquinamento atmosferico, lo smaltimento dei rifiuti. Temi tutti importantissimi e di grande attualità. Attualità ancora più evidente soprattutto dopo l' uscita, attuata dal presidente Donald Trump, dall' accordo di Parigi degli Stati Uniti, il secondo paese a produrre più inquinamento al mondo. Sottoscritto da 195 paesi, è stato il primo accordo effettivo volto a ridurre le emissioni di carbonio per far sì che la temperatura globale entro la fine del secolo venga contenuta. Il congresso avrà dunque una prospettiva mondiale. Con due finalità: una pratica, ossia mettere in atto il contenuto dell' enciclica Laudato si' di Papa Francesco, e un' altra etica, ossia sensibilizzare tutti sulle esigenze etiche urgenti per trovare una soluzione al problema del cambiamento climatico. Pertanto ognuno dei tre temi annunciati acqua, aria e rifiuti verrà trattato dal punto di vista scientifico-tecnico, amministrativo ed etico. Il congresso, che si aprirà con l' intervento del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, sarà concluso con un messaggio di Papa Francesco e comprenderà tre tavole rotonde, a ognuna delle quali sarà dedicato un pomeriggio. Si concederà loro ampio spazio affinché favoriscano il successivo dibattito tra chi vi partecipa e i congressisti. Il fine di queste tavole rotonde coincide con quello del congresso: contribuire alla messa in atto dell' enciclica di Papa Francesco e sensibilizzare sempre più le persone sulle esigenze etiche della problematica dell' acqua, dell' aria e dei rifiuti. A una di esse parteciperanno, provenienti da diverse regioni del pianeta, alcuni sindaci di grandi città per potersi confrontare sul lavoro svolto da ognuno nel proprio territorio sulla tematica ecologica, con i successi, le difficoltà e le speranze vissuti. Un' altra tavola rotonda sarà dedicata ai leader delle grandi religioni per esaminare che cosa queste apportano e possono apportare all' umanizzazione dei cittadini delle grandi città. Papa Francesco nella sua enciclica afferma, infatti, che la crisi ecologica ci invita a una profonda «conversione spirituale» e che noi cristiani siamo chiamati anche a una «conversione ecologica, che comporta il lasciar emergere tutte le conseguenze dell' incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo che li circonda» (n. 217). Perciò il Pontefice chiede anche la collaborazione del Consiglio ecumenico delle chiese che da anni si occupa del tema della cura del creato. All' ultima tavola rotonda è prevista la partecipazione di diversi rettori di importanti università per esaminare l' apporto del mondo accademico e intellettuale alla tematica ambientale. Papa Francesco è al corrente della preparazione di questo congresso che, ovviamente, richiama il suo interesse per i temi che affronta. Sarà, infatti, il suo messaggio, il 15 luglio prossimo, a concludere l' evento. Papa Francesco continuamente ci ricorda che «fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c' è la nostra oppressa e devastata terra, che geme e soffre le doglie del parto» (Laudato si', n. 2). Ma, oltre alla terra, ci sono i poveri di oggi e quelli di domani. Francesco ci dice che la salvaguardia della terra come «casa comune» e l' amore per i poveri sono strettamente legati. Ciò è evidente nel problema dell' acqua, che colpisce intere popolazioni e soprattutto i bambini che si ammalano e muoiono perché consumano acqua non potabile. Il tema dell' acqua potabile e pulita è di primaria importanza, perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri e acquatici. Oggi in molti luoghi la richiesta di acqua supera l' offerta sostenibile, con gravi conseguenze a breve e a lungo termine. «La povertà di acqua pubblica si ha specialmente in Africa, dove grandi settori della popolazione non accedono all' acqua potabile sicura, o subiscono siccità che rendono difficile la produzione di cibo» (Laudato si', n. 28). Papa Francesco ci ricorda che l' accesso all' acqua potabile è un diritto umano fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone e pertanto è condizione indispensabile per l' esercizio degli altri diritti umani. Questo mondo ha un grave dovere sociale verso i poveri che non hanno accesso all' acqua potabile, perché significa negare loro il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità (cfr. Laudato si', n. 30). Il Pontefice si riferisce al fatto che alcuni studi hanno segnalato il rischio di una possibile acuta scarsità di acqua entro pochi decenni, se non si agisce con urgenza. È prevedibile che il controllo dell' acqua da parte di grandi imprese mondiali diventi una delle principali fonti di conflitto di questo secolo (cfr. Laudato si', n. 31). Anche gli altri due temi del congresso, l' aria e i rifiuti, presentano una problematica simile. L' enciclica affronta inoltre il tema dell' inquinamento nelle città e dell' ambiente causato dai rifiuti, inclusi quelli tossici. Ogni anno si producono centinaia di tonnellate di rifiuti, molti non biodegradabili. Papa Francesco afferma che «la terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia» (n. 21). Aggiunge che «affrontare tale questione sarebbe un modo di contrastare la cultura dello scarto che finisce per danneggiare il pianeta intero» (n. 22). Penso che quello in programma a Rio de Janeiro sia un congresso che interessa tutti perché il problema ecologico interpella tutti. Papa Francesco ci chiede: «Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?» (Laudato si', n. 160). La proposta dell' enciclica è quella che è stata chiamata «ecologia integrale». Il Pontefice ci propone un' ecologia umana integrale e un' antropologia autentica. Di fatto la questione ecologica è essenzialmente morale.