Testata La Repubblica
Titolo Il super iceberg più grande della Liguria
ROMA. Era lì da migliaia di anni. Per spaccarsi ne ha impiegati meno di tre. La piattaforma di ghiaccio Larsen C si è spezzata, liberando nel mare che circonda la Penisola Antartica uno dei dieci iceberg più grandi fra quelli mai osservati: un fronte di un centinaio di chilometri, 350 metri di altezza, 5.800 chilometri quadri di superficie (più della Liguria), mille miliardi di tonnellate di peso, tanta acqua da poter riempire tre volte il lago di Garda. Dove andrà ora il gigante di ghiaccio? «Impossibile prevederlo, dipende da venti e correnti oceaniche» risponde Adrian Luckman dell' università di Swansea, in Gran Bretagna, responsabile del Progetto Midas che ha seguito il distacco dell' immenso blocco. Da quando, nel 2014, fu osservata la prima ferita nel ghiaccio di Larsen C, attraverso il loro blog gli scienziati inglesi hanno raccontato la formazione del gigante di ghiaccio come fosse un reality. Il 10 luglio il satellite Nasa Aqua Modis è passato sul polo e una piccola lingua era ancora attaccata. Al sorvolo successivo, dopo due giorni, l' iceberg fluttuava libero in mare. «Ora probabilmente si frammenterà » prosegue Luckman. «Una parte potrebbe restare attorno alla Penisola Antartica per decenni, un' altra potrebbe dirigersi a nord e sciogliersi». L' Agenzia Spaziale Europea, che ha seguito l' ampliarsi della frattura di Larsen C sempre attraverso i satelliti, stima che le correnti potrebbero portare l' iceberg (battezzato A68) fino alle Falkland. Una simulazione pubblicata a marzo da un gruppo di glaciologi tedeschi e inglesi suggerisce che potrebbe perfino raggiungere le coste del Cile del sud. Ma la preoccupazione per il distacco di un blocco che da solo rappresenta il 12% dell' intera Larsen C va ben al di là dei naviganti. La Penisola Antartica - la parte più settentrionale e quindi meno fredda del continente bianco - si è riscaldata di 2,5 gradi tra il 1950 e il 2000: oltre la media del pianeta. Le piattaforme di ghiaccio (lastre galleggianti spesse centinaia di metri che si formano quando i ghiacciai della terraferma premono verso le coste e invadono il mare) stanno perdendo volume dagli anni '90, con un' accelerazione sensibile dagli anni 2000. Fernando Paolo, scienziato brasiliano dell' università della California, ha misurato l' entità del fenomeno in uno studio su Science. Le piattaforme antartiche dal 2003 hanno riversato in mare 310 chilometri cubi di ghiaccio ogni anno. «Si tratta di ghiaccio - spiega oggi Paolo - che era lì anche da 11mila anni. Quando una piattaforma antica si disintegra in tempi così rapidi, è chiaro che l' ambiente sta subendo cambiamenti drammatici ». Per arrivare dalla costa al bordo esterno della piattaforma, aggiunge Luckman, «quel ghiaccio aveva impiegato 700 anni». Per il futuro, una delle ipotesi è che si ripeta quel che avvenne a Larsen B. La piattaforma adiacente a Larsen C nel 2002 si disintegrò completamente in poche settimane proprio dopo il distacco di un iceberg. «Da oggi anche Larsen C è meno stabile e in una posizione vulnerabile. Mai avevamo osservato un fronte del ghiaccio così vicino alla terraferma» spiega dal blog di Midas Martin O' Leary, un altro glaciologo dell' università di Swansea. Il ghiaccio del nuovo iceberg, trovandosi già a galleggiare in mare, non contribuirà direttamente all' innalzamento degli oceani. Ma indebolirà il ruolo di "tappo" o "bastione" che le piattaforme giocano nei confronti dei ghiacciai della terraferma che premono per riversarsi in mare. E che, nel loro caso, potrebbero sì far alzare il livello degli oceani di alcuni centimetri (l' aumento misurato attualmente è di 3 millimetri all' anno). Se a monte di questi eventi ci sia il cambiamento climatico non è provato. «In Antartide possiamo raccogliere dati solo con i satelliti e le osservazioni sono troppo recenti per rispondere» dice Paolo. «Ma di certo - secondo Luckman - il riscaldamento globale intacca le piattaforme antartiche nel loro complesso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA "La piattaforma d' origine Larsen C ora è instabile e rischia di sciogliersi più rapidamente" VISTO DAL SATELLITE Nella foto dell' Esa (a sinistra) la faglia che dal 2014 a oggi ha causato la rottura di "A68", uno dei 10 iceberg più grandi fra quelli mai osservati.